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Turismo, Cultura e Sport

Questa Commissione ha il compito di elaborare progetti per la valorizzazione del nostro territorio così ricco di risorse storiche e archeologiche, ambientali e termali, culturali e paesaggistiche. E' necessario chiedersi come valorizzare il Castello Savelli ed i musei in esso presenti, con il nostro centro storico (unico al mondo), il monumento nazionale di San Giovanni in Argentella, le Terme di Cretone. Da alcuni anni nel nostro territorio è attraversato dai pellegrini che percorrono la via francigena di Francesco.

Si tratta di individuare le possibili sinergie e le interconnessioni possibili in termini di ricezione turistica.

Il Castello Savelli e il regolamento "ignorato"

Già è stato scritto sull’Avviso Pubblico per la “locazione del Castello Savelli”: non abbiamo espresso giudizi, ma sono stati presentati i documenti, considerazioni generali e proposte alternative.

Ora è il momento di un’analisi attenta delle carte e di riferire sulla presentazione della richiesta di annullamento del provvedimento in autotutela. Il “Regolamento sull’utilizzo del Castello “Savelli”, approvato con deliberazione del C.C. n. 70 del 26 luglio 2007 definisce i criteri generali e specifici per l’utilizzo del nostro più importante bene artistico e culturale.

A leggere il regolamento, il provvedimento adottato dalla Giunta Comunale, non era di sua competenza. Possiamo quindi affermare che con l’approvazione della delibera n. 155 del 4 dicembre 2014, la Maggioranza ha preso una decisione che non poteva e non doveva prendere. Conseguentemente, anche l’Avviso Pubblico, adottato dal Dirigente del VII settore, non è legittimo.

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Il Castello Savelli, un patrimonio dei palombaresi

L’espressa volontà manifestata dall’attuale Amministrazione Comunale di concedere in “locazione” ad un privato con delibera della Giunta Comunale n° 155 del 4 dicembre 2014, tramite pubblica gara, la Foresteria del Castello, il Giardino e la Sala Ottaviani, lascia perplessi tutti coloro che ne vengono a conoscenza.

Lo sconcerto non nasce solo perché si vuole privatizzare parte di un Bene Pubblico, custode dell’identità storica di un intero paese, ma è determinato soprattutto dalla natura strettamente economica dell’intervento e dal particolare momento in cui questo si manifesta (a ridosso delle elezioni). Non si tratta, infatti, di un'operazione per la migliore fruizione e valorizzazione culturale in senso stretto di quest’ala del Castello e del resto dell’intera struttura, ma di una locazione che solo all’apparenza sembra aver la pretesa di attivare il tanto sospirato motore del turismo nella nostra cittadina.

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Il bando del Castello Savelli

Con deliberazione numero 155 del 4 dicembre 2014, la Giunta Comunale alla presenza di tutti i suoi membri ha deciso con votazione unanime “di impartire apposita direttiva al Responsabile del Settore VII per la predisposizione di ogni atto amministrativo necessario all’individuazione dell’operatore economico a cui saranno concessi o affittati, per un periodo di nove anni, i locali Foresteria e l’area esterna a verde del castello Savelli”.

L’architetto Paolo Caracciolo inizia così la stesura dell’avviso che vedrà la sua pubblicazione sull’Albo Pretorio il 23 gennaio 2015 e che sta smuovendo gli animi della cittadinanza.

Di cosa parla questo avviso pubblico e perché sta creando tutta questa agitazione? Cerchiamo di carpire i punti salienti che lo caratterizzano.

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San Biagio, Patrono di Palombara

Come ogni anno, il 3 febbraio ricorre la festività del nostro Patrono… ma qual è la storia di questo Santo e della Chiesa a lui dedicata?

L’origine del culto di San Biagio si perde tra le lontane terre d’Oriente, precisamente nella città armena di Sebaste, della quale fu vescovo. Perseguitato per la sua fede cristiana dai Romani, dopo un periodo trascorso in eremitaggio sul monte Argeo, fu condannato e decapitato, in seguito ad un doloroso martirio: era il 3 febbraio del 316 d.C. Alla figura di questo santo, vescovo e martire, sono attribuiti vari miracoli, ma il più famoso resta il salvataggio di un ragazzo che rischiava di morire soffocato a causa di una lisca di pesce: l’uso di ungere la gola con l’olio benedetto, andando a disegnare una croce, si svolge anche a ricordo di questo episodio.

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